C’erano una volta Hans Zimmer, Thom Yorke e Sir David Attemborough. E niente, già così non ci sarebbe molto altro da aggiungere, se non fosse che insieme hanno creato uno degli esempi più sublimi di come la musica possa dire la sua quando si parla di divulgazione.

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AUTRICE

Laura Busato

CATEGORIA

Musica

POSTATO IL

2 agosto 2020

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Se si tratta di documentari, c’è poco da fare: a comandare è sempre lei, Sua Maestà “the BBC”. Back in 2001, con Sir David Attenborough creò la serie intitolata “The Blue Planet”, dedicata all’ambiente marino e definita “the first ever comprehensive series on the natural history of the world’s oceans” . Il successo fu enorme, tra candidature, premi, immagini spettacolari e (giustamente, ma questa è un’altra storia) qualche critica.

Insomma, un punto di riferimento non solo per chi la divulgazione la fa, ma, soprattutto, per chi la divulgazione vuole viverla da spettatore.

The Blue Planet II

Sulla scia di questo enorme successo, nel 2017 la BBC produsse la seconda stagione, intitolata “The Blue Planet II”. Ma come migliorarla? Certo, con nuove tecniche di ripresa, nuove immagini spettacolari ma, soprattutto, con una colonna sonora all’altezza.

Hans Zimmer e la Tidal Orchestra

A questo ci pensò il maestro Hans Zimmer: anche se non l’avete mai sentito nominare (male, molto male!), quasi sicuramente avrete sentito le sue musiche. Tedesco classe ’57, ha vinto l’Oscar per la colonna sonora del Re Leone, ha una stella sulla Walk of Fame e, tra i vari premi, nel 2016 ha vinto la “Stephen Hawking Medal for Science Communication” per il suo contributo come artista. Ma ha anche scritto le colonne sonore del Gladiatore, Inception e Interstellar, just to name a few.

L’obiettivo era ricreare delle sonorità che ricordassero l’oceano ed evocassero le profondità marine. Per questo, Zimmer e i produttori della Bleeding Fingers, pensarono a una tidal orchestra (letteralmente “orchestra della marea”), dove il suono viene creato proprio come le onde del mare, unendo i vari strumenti per simulare il movimento sinuoso del mare.

E il promo?

Il promo, però, doveva essere all’altezza: e quindi, che fare? Semplice, aggiungere la collaborazione di Thom Yorke (leader dei Radiohead, ma anche questa è un’altra storia). I due musicisti, assieme ai produttori, hanno messo mano a Bloom, la prima traccia dell’album “The King of Limbs” (non proprio facilissimo da ascoltare, se non siete fan dei Radiohead), trasformandola in un inno alla bellezza e alla maestosità marine. La canzone originale era stata ispirata dalla prima stagione di The Blue Planet di inizi duemila, e con la tidal orchestra è diventata poetica, evocativa e malinconica al punto giusto. Ma, d’altronde, altro non poteva essere.

Open your mouth wide
A universal sigh
And while the ocean blooms
It’s what keeps me alive

Credits: BBC Earth e BBC Books