Tre riferimenti per il monitoraggio dei terremoti in tempo reale

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AUTRICE

Laura Busato

CATEGORIA

Geologia

POSTATO IL

23 gennaio 2021

SOCIAL

lauralogy

Quando c’è un terremoto, sia esso sotto i nostri piedi o dall’altra parte del mondo, avere rapidamente informazioni affidabili e precise è fondamentale per diversi motivi, primo tra tutti la sicurezza della popolazione.

Siamo abituati a ottenere queste informazioni dalle nostre fonti di news di riferimento o, sempre più spesso, dai social media. Ma da dove arrivano queste informazioni? Chi fornisce i dati di magnitudo, profondità e localizzazione dell’epicentro quando c’è un terremoto?

Gli enti preposti al monitoraggio sismico, cioè quelli impegnati nella rilevazione degli eventi e nella loro stima, sono diversi e generalmente ogni nazione ha il proprio. Tre tra i più importanti per i terremoti in Italia e nel mondo sono l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), lo United States Geological Survey (USGS) e il Centro Sismologico Euro-Mediterraneo (CSEM – EMSC).

INGVterremoti

Il primo riferimento è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’ente italiano preposto al monitoraggio sismico in Italia, e i dati che fornisce sono disponibili su più canali, ma principalmente attraverso il sito web terremoti.ingv.it. Qui i terremoti sono classificati per data (dal più al meno recente), per magnitudo (dal valore maggiore a quello minore) e in base alla zona.

I dati provengono direttamente dalla Sala Sismica dell’INGV dove i turnisti, cioè gli operatori addetti al monitoraggio sismico, si alternano 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 consentendo così di avere dati validati entro 30 minuti dal sisma.

La pagina dell’INGV dedicata al monitoraggio in tempo reale dei terremoti

Gli stessi dati sono disponibili sulla app INGVterremoti, che inoltre permette di ordinare i terremoti in base alla distanza rispetto a dove ci troviamo (quindi particolarmente utile per capire se la vibrazione che abbiamo sentito era una scossa vera e propria o solo la nostra immaginazione).

Nel caso in cui sito e app non fossero sufficienti, l’INGV ha anche una pagina Facebook e un account Twitter dedicati: qui non solo sono pubblicate le stime automatiche a pochi minuti da un sisma, ma entro mezz’ora sono forniti i dati validati, cioè verificati da un turnista.

Punto bonus: nella app è disponibile una sezione “Story Maps” che raccoglie degli approfondimenti sugli eventi più rilevanti del passato recente.

United States Geological Survey

Across the pond il riferimento è lo United States Geological Survey, USGS per gli amici. Come l’INGV, anche l’USGS è impegnato nel monitoraggio sismico su scala nazionale e globale e mette a disposizione i suoi dati sul suo sito web e sui social, Twitter soprattutto. Sulla piattaforma di microblogging sono infatti disponibili almeno sette account dedicati ai terremoti: si va dall’account bot che fornisce i dati in tempo reale, all’account dedicato alla divulgazione, fino a quello dedicato alla strumentazione sismica e quello del programma ShakeAlert, il sistema di early warning in grado di allertare la popolazione alcuni secondi prima di un terremoto (possono sembrare pochi, ma soprattutto quando si parla di terremoti con magnitudo elevata possono essere cruciali).

La mappa del mondo con indicati gli ultimi terremoti sul sito dell’USGS

Punto bonus: il sito ha una mappa del mondo su cui sono rappresentati gli ultimi terremoti. Potete decidere voi cosa vedere come mappa, ad esempio solo i fondali oceani, i continenti o le strade. Inoltre, sono indicati i margini delle placche e, solo per gli USA (purtroppo), le faglie principali… e qui vi consiglio di dare un’occhiata alla zona di San Francisco!

Centro Sismologico Euro Mediterraneo – European Mediterranean Seismological Centre

Il terzo ente di riferimento è il Centro Sismologico Euro Mediterraneo (EMSC), una ONG scientifica creata nel 1975 che unisce le osservazioni sismologiche a livello euro-mediterraneo di 85 istituti provenienti da 56 paesi diversi. Nonostante anche in questo caso i dati di magnitudo, ora, data, localizzazione dell’epicentro e profondità siano disponibili sul sito dedicato, i veri punti bonus sono tre.

Il primo è la app dedicata LastQuake che, oltre a mostrare i terremoti più vicini a dove ci troviamo, consente in alternativa di cercare solo gli eventi più significativi. Ma soprattutto, segnala molto chiaramente un’eventuale allerta tsunami (anche nel caso sia poi ritirata) e permette di dare il proprio contributo se si ha sentito un terremoto, scrivendo un commento o caricando un’immagine.

Account Twitter @LastQuake del Centro Sismologico Euro-Mediterraneo

Il secondo è l’eccellente account Twitter @LastQuake, che non solo twitta i terremoti in tempo reale, ma fornisce interessanti approfondimenti e risposte anche durante gli eventi stessi.

Il terzo, infine, è il canale Telegram dedicato LastQuake2 (e che, forse, è il mio preferito): oltre ai terremoti in tempo reale, fornisce anche altri contenuti, come le mappe di risentimento sismico. Ma attenzione, qui riceverete molte più notifiche di quante immaginiate…

Perché tre riferimenti e non uno solo?

In effetti, un solo ente è (o meglio, dovrebbe) essere più che sufficiente per restare aggiornati sugli ultimi terremoti. E, nella maggior parte dei casi, è così.

Altre volte, però, può capitare che fonti diverse diano valori diversi, come siti di news o simili. Per non parlare di quei casi in cui le fake news girano indisturbate (vi ricordate la bufala secondo cui il governo italiano avrebbe abbassato di proposito la magnitudo del terremoto in centro Italia del 24 agosto 2016? Vi consiglio di rispolverarla se ve la siete dimenticata). Ed è proprio in casi come questi che sapere dove andare a cercare informazioni affidabili è fondamentale.

I tre enti descritti qui sopra forniscono i dati da loro calcolati su ciascun terremoto, e spesso (anzi, quasi sempre), i valori che ottengono sono leggermente diversi tra loro. In altre parole, per lo stesso terremoto, magnitudo e profondità dell’epicentro sono simili, ma non uguali.

Ma, nonostante questo possa sembrare una contraddizione, in realtà non lo è. Quando si deve localizzare un terremoto, quello che tecnici e sismologi fanno è stimare questi valori attraverso modelli di propagazione delle onde sismiche, che si basano sulle conoscenze attuali a disposizione. Inoltre, quando si parla di magnitudo, non esiste una sola definizione, ma ce ne sono diverse, più o meno adatte alle varie situazioni (ad esempio, se il terremoto ha magnitudo maggiore di 6.0 o se si è verificato in una zona vulcanica).

In quanto “stime”, quindi, è normale che ci siano delle differenze, dato che gli strumenti utilizzati (i modelli), le informazioni (i sismogrammi raccolti dai sismometri) e il tipo di magnitudo stimata sono diversi. Un po’ come se noi tutti dovessimo stimare l’altezza di un palazzo, ognuno utilizzando un suo set di informazioni (quanti piani ha il palazzo, quanto è alto ciascun piano, ecc.), magari con una definizione diversa di altezza (per me è dal piano terra all’ultimo piano, per un’altra persona comprende anche il tetto). Alla fine otterremmo valori simili tra loro, ma non uguali.

Non ci sono, quindi, un valore esatto di magnitudo e profondità per ciascun evento, ma delle stime vicine tra loro, che forniscono un’idea delle caratteristiche del sisma. Ovviamente, per chi si occupa di ricerca, queste variazioni sono fondamentali ed estremamente interessanti, ma, se vogliamo essere onesti, nella vita quotidiana sono pressoché ininfluenti. Quindi sì, cercare le informazioni su uno solo di questi enti è più che sufficiente, ma confrontarle con quelle fornite dagli altri è quantomeno affascinante.